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 Le recensioni di Bruno Elpis  Le recensioni di Bruno Elpis Le recensioni di Bruno Elpis


 

Mr. Mercedes  

 

 

"Mr. Mercedes"

 

  

 

 

     Mr. Mercedes di Stephen King è una lettura che non mi sento di consigliare sia per i contenuti sia per lo stile, che disattendono le aspettative degli affezionati al più celebre (e di successo) tra gli autori americani.

 

La storia in due parole: la Mercedes del titolo è quella che un folle scaraventa sulla folla convenuta al City Center in cerca di lavoro. Già la scena iniziale è molto cinica, perché si abbatte sulla sfortuna di persone che rappresentano un grave problema (reale!) dei nostri giorni. La scenografia del delitto (“Sono rimasti delusi quando non hanno trovato tracce di DNA nella maschera da pagliaccio”) – ribattezzato “automicida” (“appiccicato sopra lo stemma della Mercedes, uno smile giallo”) - s’ispira all’insana mente di un giovane che si rende interprete di un protagonismo malato e distruttivo.

 

Il detective pensionato Kermit William Hodges (“Si stanno chiedendo se sono salito sull’Alzheimer Express, diretto verso il regno della Demenza Senile”) – direttamente interpellato dall’assassino - s’incarica privatamente di un’indagine che lo condurrà a misurarsi con le follie seriali di Brady Hartsfield, personaggio irritante nelle sue smanie omicide, nelle quali canalizza creatività informatica (“Quel fantastico schieramento informatico… fa sembrare lo scantinato un vero centro di controllo”) e fantasie perverse, in una storia di miseria umana che non costituisce certamente un’attenuante.

 

 

La storia non coinvolge e non rappresenta una novità nel panorama dei romanzi che sguazzano tra efferatezza e accanimento. Lo stile piuttosto volgare cerca invano di ironizzare sui pregiudizi (Jerome è “il negretto stipendiato da Hodges”) ed è ben lontano dagli effetti che Stephen King ha saputo creare nei suoi romanzi meglio riusciti.

 

Il mio consiglio è molto semplice: se siete ancora in tempo, non leggete questo romanzo. In fondo, ai suoi messaggi (“Questa catena si chiama coscienza. Io non ce l’ho e sono in grado di alzarmi libero in volo sopra la testa della gente comune”) ci possiamo anche ribellare…

 

                                                                                                                       … Bruno Elpis

 

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