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 Le recensioni di Bruno Elpis  Le recensioni di Bruno Elpis Le recensioni di Bruno Elpis


 

Joyland  

 

   

"Joyland di Stephen King: i personaggi"

 

 

 Stephen King si mostra con un volto nuovo, più malinconico, quasi addolcito nell’ultimo romanzo pubblicato.

Joyland è un parco di divertimenti della Carolina del Nord, in prossimità di Heaven’s Beach: “Sotto di me, l’innocente guazzabuglio di Joyland, le attrazioni grandi e piccole, l’auditorium, baracconi e baracchini, i negozi di souvenir e la navetta … che portava i frequentatori ai vicini motel e, naturalmente, alla spiaggia.”

In un precedente commento ho parlato delle attrazioni di Joyland, che giocano un ruolo determinante sia perché una di esse (il castello dell’orrore) è infestata dal fantasma di una ragazza crudelmente assassinata, sia perché la scena madre finale si svolge sulla ruota sud, la ruota panoramica che sale in alto, a più di cinquanta metri (“Ora so come si sente il mio aquilone”).

 

Protagonisti della storia sono “i tre moschettieri di Joyland”: studenti universitari che decidono di lavorare d’estate al parco per ‘rientrare in grana’.

Uno di loro, Devin Jones, reduce dalla crisi sentimentale con Wendy, diviene factotum con un compito particolare: “Dopo essermi calato alla bell’e meglio nei panni del Simpatico Howie, non mi liberai più del travestimento”. In pratica, per la gioia dei bambini, indossa la pelliccia del cane-simbolo del parco. Con lui, almeno nell’estate, vi sono i due amici e coetanei Erin e Tom. Poi Devin decide di prolungare la sua permanenza anche nell’autunno, quando il parco è già avvolto dall’atmosfera decadente del fine-stagione e dello smantellamento.

I tre alloggiano presso una strana affittacamere: la materna e ambigua vedova Emmalina Shoplaw.

Nel lavoro i ragazzi hanno un capo: “Il nostro caposquadra era un ometto arzillo di nome Gary Allen (Pop), il responsabile settantenne del tirassegno di Buffalo Bill”.

Il proprietario del parco è l’ultranovantenne Bradley Easterbrook: “Era alto, magro come un’acciuga e vestito con un completo nero, più simile a un becchino che al padrone di un parco divertimenti. Aveva la faccia scavata, pallida, costellata di nei e bitorzoli”.

Nel luna park predice il futuro Madame Fortuna, che per Devin ha un’oscura premonizione: “Una bambina con un cappello rosso e un ragazzino con un cane”.

Oltre a lei ci sono altri figli del carrozzone.

Come Fred Dean, che “non sembrava un contabile o un responsabile delle assunzioni, ma il manovratore di una giostra”.

O Lane Hardy, il responsabile della “ruota”: “… così affascinante, con le sue tiritere in rima. Il sorriso da un milione di dollari, la bombetta sulle ventitre” . Al punto che “sembri il dottor Seuss”!

Infine vi è lo scostante e scorbutico Eddie Parks: quando viene colto da infarto, viene miracolosamente salvato da Devin.

Attenzione, perché tra questi personaggi c’è l’assassino! “Il killer del Castello del Brivido” sembrerebbe facilmente riconoscibile: “Due tatuaggi, uno per mano … L’uccello su una, la croce sull’altra”. Ma è pericoloso, si è già macchiato di una serie lunga di delitti: “Sempre in estate. Sempre dopo un appuntamento con uno sconosciuto più anziano. Sempre la gola tagliata. E sempre il collegamento con spettacoli itineranti, fiere o par…

Il ragazzino con il cane (Milo) della premonizione è Mike Ross, affetto dalla “distrofia muscolare di Duchenne”: presto diviene amico di Devin.

Vive con la madre: “Annie e Mike Ross si potevano permettere di vivere in una dimora vittoriana lungo la costa più alla moda della Carolina del Nord perché era la casa di villeggiatura di nonno Buddy, comperata grazie alle donazioni dei fedeli”.

E sembra avere poteri straordinari: “Sta’ attento Dev. Non è bianco”.

Tra fantasmi e serial killer, la storia ritaglia uno spazio commovente per far vivere allo sfortunato Mike il giorno più entusiasmante della sua breve vita: “Certi giorni valgono più dell’oro. Non sono molti, ma nel corso di quasi ogni vita ne esistono almeno un paio. Quello fu uno dei miei e ogni volta che sono giù di corda … io ritorno con la memoria a quel martedì di ottobre …

Posso dire che questo King un po’ meno horrror e un po’ più sentimentale mi è piaciuto assai?

 

                                                                                                                                                … Bruno Elpis

 

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