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"Racconti di fantasmi di un antiquario”

di Montague Rhodes James

 

Racconti di fantasmi di un antiquario  

 

 

 

 

Montague Rhodes James scrisse cinque raccolte di racconti di fantasmi e di terrore (Racconti di fantasmi di un antiquario; Altri racconti di fantasmi di un antiquario; Uno spettro scarno e altre storie; Avvertimento ai curiosi; Ultimi racconti).

Lo scrittore leggeva i suoi racconti agli amici che si riunivano nella sua casa in occasione delle feste di Natale: strano modo di intrattenere gli ospiti, decisamente alternativo rispetto al classico cenone... Uno dei convenuti testimonia: “Bisognava sempre insistere un poco, la sera prestabilita il gruppo si ritrovava ad aspettare a lungo, finché, di solito verso le undici, Monty non appariva con l’inchiostro ancora umido sull’ultimo foglio. Tutti i lumi meno uno venivano spenti, e si dava inizio alla lettura del racconto.”

I racconti di James sono eruditi e documentati, al punto che talvolta la minuzia delle ricostruzioni storico-artistiche è talmente dettagliata da stemperare la tensione emotiva della storia. Propongo qui una sintesi dei “Racconti di fantasmi di un antiquario”.

 

L’album del canonico Alberico” è un’opera in grado di evocare uno spirito, che semina il terrore in chi la possiede. Sarà anche per questo che uno strano sacrestano non vede l’ora di sbarazzarsene.

Cuori strappati” narra di misteriose sparizioni di bambini. Possibile che siano da ricollegare al potere che – come ipotizzato negli scritti di Ermete Trismegisto – “può essere prodotto dall’assorbimento dei cuori di non meno di tre esseri viventi al di sotto dei ventuno anni”?

La mezzatinta” è “banale … forse la peggiore forma conosciuta di incisione. Rappresenta la veduta completa della facciata di una dimora di campagna …” Risulta difficile comprendere “perché mai il signor Britnell avesse dato a un simile oggetto il prezzo di due ghinee…”  Poi però il possessore si rende conto degli “straordinari mutamenti di cui era stato oggetto il quadro da quando era entrato in suo possesso”.

Il frassino” sembra essere diventato il rifugio della signora Mothersole, giustiziata come strega. Al momento dell’esecuzione la presunta eretica dimostra una “rabbia velenosa … tutti coloro che la videro in seguito dichiararono sempre che ella era l’immagine vivente di un diavolo infuriato”. Talmente infuriato … che torna!

La numero tredici” è la camera che in molti alberghi non esiste neppure, per scaramanzia. E sembra che la numero tredici non esista nell’albergo di Viborg, Jutland. Poi però misteriosamente compare dinnanzi agli occhi di un osservatore e dalla sua finestra si affaccia un’apparizione: “Sembrava un uomo alto e magro – o forse era una donna? – quanto meno era una persona che si copriva la testa con una specie di drappo …”

Intorno a “Il conte Magnus” si è creata una leggenda, tutta da verificare. Qualcuno lo fa di persona, salvo pentirsene e rimaner sconvolto: “Sentii un rumore di cardini di metallo che cigolavano, e vidi distintamente il coperchio che si sollevava”.

Fischia e verrò da te, ragazzo mio” si svolge a Burnstow “dove sorgeva la precettoria dell’Ordine dei Templari”. Lì viene rinvenuto un fischietto, in grado di evocare “la creatura … accorsa in risposta al fischio … All’infuori delle lenzuola con cui si era data un corpo, non sembrava che avesse nient’altro di materiale”. Chi evoca, ne sarà profondamente turbato: “Adesso non può vedere una cotta appesa a una porta senza esserne turbato, e la vista di uno spaventapasseri … gli è costata più di una notte insonne”.

Il tesoro dell’abate Thomas” è “un tesoro che gli abitanti di Steinfeld hanno spesso cercato, sinora invano”. All’impresa si dedica un antiquario, determinato a “rintracciare le vetrate dell’abbazia di Steinfeld”. Queste riportano a tre figure: Giobbe, San Giovanni e Zaccaria. Ogni figura reca un crittogramma. Finale al cardiopalma in un pozzo, ove la caccia al tesoro termina con la beffa dell’abate Thomas.

Tra gli “altri racconti” segnalo “C’era una volta un uomo che abitava vicino a un camposanto”: dalla sua casa un sinistro personaggio può assistere a riti funebri e sepolture. Un bel (!) giorno il vicino del cimitero interviene per impossessarsi del denaro di una defunta…

 

                                                                                                                                                                                                                 … Bruno Elpis

 

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