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 Le recensioni di Bruno Elpis  Le recensioni di Bruno Elpis Le recensioni di Bruno Elpis


 

 

"La casa sfuggita"

 

The shunned house 

 

 

     Da “The Shunned house” è stato tratto anche un film (2003). “La casa sfuggita” è capostipite di tutte “le case” della cinematografia horror.

    Il racconto si apre con un omaggio al maestro Poe, al quale “sfuggì” questa costruzione ed è considerato un tributo alla narrativa regionalistica del New England.

    La casa sembra custodire un mistero: “Ciò che non si poteva dubitare … era che un gran numero di persone … vi avesse perso la vita  … dopo certi strani avvenimenti … la casa era rimasta deserta e nessuno aveva voluto affittarla.”

 

                                 In particolare, è la famiglia Harris a far le spese della maledizione della casa.The shunned house

                                 I suoi componenti periscono, uno dopo l’altro, in modo misterioso e inspiegabile.

 

     Comincia a diffondersi una diceria: “Che sotto la casa fosse sepolto un vampiro, uno di quei morti che mantengono intatta la forma corporea e si nutrono del sangue e dell’alito dei vivi, e le cui orrende schiere si diffondono sulla terra durante la notte per cacciare”.

 

     Le ricerche del narratore e dello zio Whipple, vecchio studioso (chiamato come il nonno materno), consentono di risalire ai Roulet, ugonotti che lì si erano rifugiati nel XVII secolo e che annoveravano in famiglia un caso sospetto non ben identificato (licantropia? vampirismo? stregoneria?).

     Per penetrare i misteri della stamberga (cos’è quel “disegno di una sagoma rannicchiata”?), nipote e zio si insediano  nella casa, disposti a tutto pur di venirne a capo, in una notte durante la quale l’irrazionale esploderà e la casa farà un’altra vittima, allungando mestamente la serie dei lutti.

     Questa è la fisionomia della presenza che infesta la casa:

Dalla terra disseminata di funghi filtrava un vapore cadaverico, un colore giallastro e malato che si innalzava in complesse volute fino al soffitto, e che assumeva sembianze in parte umane in parte mostruose …”

     Decisamente evanescente: “… L’essere malefico non possedeva una vera e propria sostanza materiale e quindi non poteva essere aggredito dai mezzi chimici”.

     Oltre che maligna: “Si trattava di un’emanazione estranea, un vapore vampiresco simile a quello che i contadini di Exeter sostengono librarsi su certi camposanti …”

 

     Quale soluzione troverà il primo “ghostbuster” in quello che sarà ricordato come “il giorno giallo” perché “orribili e virulenti fumoni si sprigionarono dagli scarichi delle fabbriche nel Providence River”?

 

                                                                                                                … Bruno Elpis

 

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