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256 k - antologia di racconti da 1024 karatteri, a cura di www.braviautori.com

 

256 k antologia di racconti da 1024 karatteri La raccolta di 256 racconti brevi (1024 caratteri era il limite imposto alle dimensioni di ciascun racconto) selezionati da www.braviautori.com, in omaggio a informatica e retrocomputing, si presenta alla vista  con un particolare look tecnologico: sembra quasi uno di quei manuali di informatica che si trovano sugli scaffali di negozi “tecnotronici” tipo Mondadori Informatica; sarà per la copertina ideografica e allusiva frutto della sensibilità artistica di Riccardo Simone, o per le scritte che riproducono i linguaggi pulsanti dellâ "ingegneria elettronica o “ colpo di genio“ per i QR code disseminati nelle pagine: un linguaggio cifrato che promette un sorprendente viaggio tra indirizzi internet e altri mondi criptati da un'icona ideogrammatica.

Prefazione e post-fazione ("Il punto C") sono di Massimo Baglione, anima di www.braviautori.com, per l'occasione appassionato di informatica in versione nostalgica. Massimo dimostra di essere un vero cultore di ricordi legati alle "ere" della storia del computer: non si trattasse di ere che, in confronto a quelle geologiche, durano come un "battito di ciglia", considerato il ritmo indiavolato con il quale progresso e scienza hanno divorato gli antenati Commodore degli attuali notebook super piatti, i linguaggi archeologici di programmazione (il basic!), le donchisciottesche lotte contro memorie inesorabilmente sature. Un atteggiamento davvero poetico, per un amante della fantascienza che recentemente ha pubblicato "Un passo indietro", dopo "L'animo spaziale".

Spigolando qua e là tra i racconti, sono stato colpito dalle proteiformi interpretazioni che i diversi autori - tutti presentati con brevi note biografiche, sito web di riferimento e scherzi grafici (QR code o avatar) hanno dato al leitmotiv dell'inno alla tecnologia. Qualche esempio?

Si veda come tre autrici hanno tratto spunto da uno degli strumenti più utilizzati della comunicazione contemporanea: la mail.

Per Anna Tasinato, che ammonisce "Non fidarti del server di posta", le mail sono fonte di equivoco; per Francesca Panzacchi una lettera elettronica è un'opportunità per scattare la foto a un'avventura da consumare "al buio"; per Alexia Bianchini un "messaggio inviato" è causa di conflitto per un mittente che si dibatte tra la precipitosa ansia di comunicare e il revisionismo grammaticale o psicologico.

E che dire della chat? Può essere fonte di infedeltà coniugale, non necessariamente da reprimere (così almeno sembra ammettere Angela di Salvo  in "Tradimento virtuale") oppure può scatenare una nemesi  se utilizzata in modo improprio (come avviene in "01101100 1001010" di J.C. Wish ove Barbablù interagisce con Stellina!) o può addirittura riservare un'incestuosa sorpresa  ("H@rd ch@at" di Alex Panigada).

Alcuni autori hanno scelto di contaminare il racconto con robotica e fantascienza: come Daniele Picciuti, che propone un'interessante inversione del rapporto uomo-androide in "Prima ora di lavoro"; o Diego Di Dio nella conversazione altamente artificiale di "Ultima nascita"; Alessandro Napolitano ha invece assegnato a Omega, umanoide dotato di processori e cavi, una funzione ontologica in "Run_Stop_Restore".

Altri autori hanno tratto spunto dai virus informatici: così, "Il profeta" di Lorenzo Pompeo è un hacker che si immerge nell'inconscio del sistema in default per svolgere la sua funzione salvifica; Maurizio Vicedomini traccia il cammino (un download!) di "V for virus" attraverso RAR, desktop, cartelle e memorie fisse; mentre Lorenzo Crescentini si trastulla tra gli errori fatali di "Process aborted".

Di spunti sociologici ho già parlato in un precedente commento: sull'autenticità delle interconnessioni del web si interroga Ilaria Spes in "Bannato!". Ma c'è spazio anche per altre riflessioni: Alessandra Lusso sembra porre un drammatico interrogativo in “Diorama”. E qui lo banalizzo, questo interrogativo: e se la vita dell’uomo e  le sue guerre fossero un videogame nella mani di Dio?

Prima dell'omaggio che Paolo Oddone dedica a Steve Jobs a conclusione dellâ'opera, la raccolta si chiude con un racconto del maestro della fantascienza italiana, Valerio Evangelisti. "Fluidità corporea", in venti paragrafi, si occupa degli esperimenti di un poco fotogenico alchimista alla ricerca di una pietra filosofale che “ anziché trasformare i metalli in oro“ sappia avvicinare la fluidità corporea del prossimo alla relativa rigidità del piccolo chimico in versione serial killer.

L'antologia, della quale è possibile visionare un'anteprima, è  su http://www.braviautori.com/pubblicazioni Contiene davvero tante pillole di narrativa anche sperimentale. E i racconti brevi "Insofferenza" di Tullio Aragona e "Il complesso di Dunbarâ" di...

 

                                                                                                                                                     ...  Bruno Elpis

 

 

 

 

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